Entro il 31 marzo le Asl dovranno portare a termine il piano di riorganizzazione della rete dei servizi territoriali a carattere residenziale e semiresidenziale. Lo stabilisce il decreto commissariale del 19 febbraio scorso che ha dato mandato e facoltà alle Asl di valutare i propri fabbisogni con gli erogatori privati sulla base dei progetti da questi ultimi presentati a garanzia dei livelli essenziali di assistenza. Nello stesso tempo con due decreti precedenti sono stati definiti i tetti di spesa per le Rsa (residenze sanitarie assistite per anziani non autosufficienti: 18 milioni si euro), le Ra (Residenze assistite: 14,5 milioni) e la riabilitazione 60 milioni, con un taglio di 6 milioni rispetto al 2013 (ma nel 2015 è previsto un ulteriore taglio di 6 milioni). Tempi molto stretti per la riorganizzazione che lasciano perplesso il segretario regionale della Cisl Funzione Pubblica Davide Farina: «Ricordo che già dal 2005, all'indomani dell'insediamento del governo Del Turco, si parlava di rimodulare la rete di offerta di posti letto residenziali per anziani e disabili. Ci vollero oltre 3 anni, era precisamente il 31 marzo 2008, per partorire con la legge n° 5 un nuovo Piano Sanitario Regionale che non fu mai attuato per le note vicende giudiziarie. Sono passati ulteriori 5 anni e cioè tutta la durata del nuovo governo Chiodi e tra un decreto a firma Redigolo, uno Baraldi ed infine Zuccatelli si sono avvicendate bozze di riorganizzazione mai portate a compimento. E nel frattempo si è proceduto di anno in anno, per gli effetti dei piani di rientro, a negoziazioni con gli erogatori privati effettuate sempre al ribasso senza mai metterli nelle condizioni di potersi ristrutturare rispetto ai fabbisogni reali». Esito finale di questa mancata riprogrammazione, secondo Farina, «è stato la produzione, nel giro di poco più di 5 anni, cioè l'intera durata del governo Chiodi, di un taglio sul settore di circa 23 milioni di euro con una generazione di mobilità passiva interregionale che, a fine 2013, oltrepassa i 7 milioni di euro, vale a dire più del 10% del budget». Farina trova inoltre incongruente il fatto che il budget venga stabilito prima di avere effettuato la riorganizzazione: «Per portare a termine la riorganizzazione di tutto il settore non basta la valutazione congiunta tra Asl e aziende, ma vanno definite le nuove rette e tariffe da applicare ai nuovi setting individuati, l'aggiornamento tariffario delle attuali rette ferme all'anno 2002 quando ancora le tariffe venivano valorizzate in lire, e l'eventuale quota di compartecipazione alla spesa da parte degli utenti. Tutti elementi da definire con appositi provvedimenti regionali che evidentemente andranno emanati nei prossimi due mesi. Solo dopo questi atti si potrà configurare l'esatto ammontare dei budget da assegnare alle diverse aree. Diversamente i conti non torneranno». Secondo Farina i conti non tornano anche in considerazione dell'assegnazione di circa 2529 nuovi posti per l'area degli anziani non autosufficienti e 600 per i nuovi setting nell'area della disabilità e riabilitazione. «Questi circa 3100 posti non potranno essere certo finanziati con decurtazioni economiche sistematiche come finora avvenuto». Farina in base ai numeri del Piano sanitario regionale 2008/2010 stima in 90 milioni i fondi mancanti: «Quale governo avrà mai il coraggio di colmare questa enorme discrasia fra quanto atteso e quanto dichiarato?» .