La Cooperazione italiana è presente in Brasile con programmi e progetti di cooperazione bilaterale e multi-bilaterale. Gli enti locali italiani (cooperazione decentrata), le Organizzazioni non Governative (Ong) e le ONLUS sono attori importanti che realizzano, con finanziamenti autonomi e con co-finanziamenti del Ministero degli Affari Esteri italiano dell’Unione Europea, molteplici iniziative in collaborazione con enti, associazioni ed autorità locali. Con un reddito medio pro-capite in crescita e tassi di sviluppo importanti, ma con indici di ineguaglianza ancora molto alti, gli interventi di cooperazione in Brasile realizzati o sostenuti dal Ministero degli Affari Esteri sono in sintonia con la strategia in materia di cooperazione dell’Unione Europea e sono sviluppati in linea con gli orientamenti OCSE e con gli “Obiettivi del Millennio” delle Nazioni Unite: riduzione della povertà e delle disparità sociali; tutela delle fasce sociali vulnerabili; tutela dell’ambiente e della biodiversità quali elementi cardine dello sviluppo sostenibile. In questo vasto Paese (8 milioni di kmq) gli interventi di lotta alla povertà sono prevalenti nelle aree urbane, dove si concentra l’85% della popolazione brasiliana, mentre l’Amazzonia ed il bioma “cerrado” sono il focus principale degli interventi di tutela ambientale e di protezione della biodiversità. Sebbene il Brasile non possa più essere considerato un Paese prioritario per la Cooperazione italiana, l’Italia è impegnata nel garantire il buon esito delle iniziative in corso. Gli interventi di cooperazione italiani in Brasile hanno per lo più carattere di interventi di sviluppo partecipativo. Contribuiscono all'identificazione e al potenziamento di strategie e politiche pubbliche capaci di affrontare concretamente fenomeni quali l'esclusione sociale, il lavoro minorile e l’abbandono scolastico, lo sfruttamento non appropriato delle risorse naturali, il degrado ambientale. Il livello di sviluppo raggiunto dal Brasile consente di riferirsi ad esso come ad un partner anche finanziario con il quale sviluppare una cooperazione su basi mature e innovative. Tra queste, occorre segnalare il crescente rilievo della cooperazione decentrata, realizzata da Regioni, Province e Comuni italiani. A questo proposito, un ruolo di primo piano è svolto dal programma “Brasil Próximo”, nato nel 2003 da accordi di cooperazione istituzionale tra il Governo italiano e il Governo brasiliano. Quest’esperienza, condotta in Italia da Umbria, Marche, Toscana, Emilia Romagna e Liguria, mira a realizzare uno scambio reciproco di conoscenze nel campo delle politiche pubbliche e dello sviluppo regionale integrato. Il piano operativo per il periodo 2011-2013 prevede la realizzazione di sette progetti, in quattro ambiti distinti: turismo, appoggio alle Piccole e Medie Imprese, cooperativismo e politiche sociali (link documento ppt). Una nuova dimensione della cooperazione italiana in Brasile, che ha preso le mosse nel 2007, è quella della cooperazione triangolare, che prevede interventi concordati tra Italia e Brasile a favore di Paesi terzi. Sono in fase di finalizzazione le attività preparatorie per permettere un rapido avvio delle iniziative di cooperazione triangolare con Bolivia e Mozambico.